E' troppo pretendere la simmetria del tempo. Che le nostre azioni
presenti non siano influenzate da quelle future. Ma se
concepiamo il tempo, è giusto che le percezioni si accavallino in
un turbinio di falsa comprensione.
In cosa possiamo sperare se non nell'intervento obliante del nulla?
Creare speranza per generare distruzione è la via dell'altruismo.
Ma scomporre l'altrui felicità per generarne altra è utopia.
Chiudersi in sè stessi apre la via della cecità al fato del prossimo.
E il prossimo sarà cieco al nostro. Autodifesa. Nascere e morire.
Unici obblighi nel segmento della vita. Due capi a cui appigliarsi
senza speranza. Nascere per morire. Non vengono menzionati
ulteriori scopi. E la fonte del dolore rimane interna a noi. Logora
lentamente procurandone sempre di fresco.
E il tempo? Dove agisce in tutto questo? Genera distorsioni nella
percezione del dolore. Gli dà un inizio. Pura formalità. Il
principio è un inganno. Non abbiamo mai smesso e mai
abbiamo cominciato di soffrire. C'è chi sa. E chi non saprà mai.
Beato colui che ignora. Ignora il dolore e con esso il tempo
attraverso la sua incoscienza. E gode dell'infelicità altrui, lui che
non la conosce.
Godereccio e fradicio di vino. Lurido usurpatore di ciò che tutti
meritano. T'inginocchi a me perchè hai paura di ciò che porto in
mano. E non ti vergogni dell'orgoglio gettato in pasto ai ricordi
lontani. Morirai per ciò che fai. Morirai per mano mia. Tu che
godi della felicità, e io che annego nel dolore a causa tua.
Trema, e che tu sia maledetto. Ora siedi. Ho da parlarti. Non
guardare il pavimento ma me. Ti squadro e non vedo dignità nei
tuoi occhi cisposi. Ti squadro e non vedo i tuoi occhi. Due fori
lacrimanti. Chiedi pietà? Ne avrai. Rivolgiti al tuo Dio e ne avrai.
Ma non da me.
Non fingere di capire le mie ragioni. Non annuire se non capisci,
sudicio animale. Quando avrò finito la tua testa non avrà più
motivo di muoversi se non per rotolare a terra. Non guardarmi a
quel modo, diavolo! Parliamo. D'accordo, l'appoggio qui. Tu
siedi e stammi a sentire. Francamente non mi è rimasto molto da
dirti, amico mio. La vita è di una brevità sconcertante. E in quanto
breve è giusto valutare ogni passo, ogni parola, per evitare di
accorciarla ulteriormente. E sai che ti dico? Fraintenderai ciò che
sto per dirti, ma mi piaci. Sì, mi piaci diamine. Tu hai sempre
scelto le parole giuste. Sorridi bruto cane, ti sto facendo un
complimento. Molto meglio adesso. Dicevo, tu hai sempre scelto
le parole giuste, i passi giusti, sempre. Ma come potevi aspettarti
di ... scusami se rido. Come potevi aspettarti di fuggire da me?
Quando si inciampa nella mia rete non se ne esce nella stessa
direzione da cui si è entrati. Tu hai preteso da me. Mi hai
derubato della mia vita. Mi hai inzuppato della tua cinica
immoralità. E adesso devi pagare. Vuoi vederne il risultato? Lo
senti, lo percepisci nell'aria. Il macabro odore dell'oblio di due
anime maledettamente innocenti. Ma il tuo cestino ha fatto posto
a molte cose, oltre che alla tua dignità. Compassione. E' un
termine con cui non hai mai avuto a che fare. Nemmeno io. Te ne
darò dimostrazione.
Prendi la pistola, cane. Prendila, forza! C'è una sola maledetta
pallottola lì dentro. O io, o tu. Nessuna delle due vite ha più
significato. A meno che la vita non sia diversa da come la
conosciamo e da come ci hanno abituati a conoscerla. Un gioco
meschino. Chi muore per primo perde. L'ultimo a morire perde in
ogni caso. Spazza via ogni riflessione.
Il tempo scorre. E il tempo aumenta la tua incapacità di
comprendere ciò che sarà. Vedo il tuo sudore. Vedo le tue
lacrime colare lungo il tuo sudicio profilo. Non mentirmi. Sei felice
di sbarazzarti delle tua vita. Ma ammetterlo allo scorrere del
tempo è difficile. E le lancette non ti danno tregua. Ritmo. C'è un
ritmo nel tempo che non puoi comprendere. E se lo comprendi
neghi. Neghi. E' troppo per un umano. Neghi. Fraintendi. E la
tua mano suda sul grilletto teso. Sento il cilindro cigolare. I tuoi
occhi si chiudono nell'ultimo spasmo vitale. Clic.
L'hai avuta vinta. Dalla a me. Stai sperando, non è vero? Speri
che tutto si concluda qui. Il mio sangue sul tappeto, e la tua
sporca vita salva e priva di rimorso. Goditi l'istante.
Clic.
Tieni. Riprova. Stai sudando. Non negarlo a te stesso. Stai
cedendo. I tuoi nervi collasseranno. Il tempo pretende il conto. Ed
è salato.
E' stato rinvenuto nella sua casa del Tennessee il cadavere di
Richard Colton, che, dopo aver massacrato a coltellate moglie e
figlia si è tolto la vita sparandosi con un Revolver sotto il mento.
Gli inquirenti non conoscono ancora la causa del massacro, ma
sembra che l'uomo avesse maturato dei gravissimi debiti con uno
strozzino newyorkese, il quale gli avrebbe intimato di saldarli
entro pochi giorni dal decesso.
Le indagini comunque sono ancora agli inizi e si pensa ...
Qui sotto trovate il pezzo recitato da me al "Festival Studentesco" di Bolzano, nel 2010.
Mi piace sempre più il tuo modo di scrivere! Complimenti (avevo intuito si trattasse di suicidio, scusa eh xD)
RispondiEliminaCazzo, l'avevi capito davvero?? Comunque.. questa è in realtà una delle prime storie che abbia mai scritto, e sinceramente è la mia preferita :)
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