Siccome il blog vuole essere, oltre che una sorta di diario, una raccolta
di storie, eccovene una.
Insomma, ero il suo migliore amico!! Meritavo almeno un po' di
considerazione diamine. Eppure niente. Non mi guardava più. Mi
squadrava con fare sospetto, manco mi degnava di un saluto, e
scappava via, come se fossi stato causa del peggior dramma
della sua vita. D'accordo, l'avevo fatta grossa. E allora? Gli amici
non si perdonano a vicenda? Non sono sempre presenti nel
momento del bisogno? Lui no. Lui mi aveva abbandonato. E
quella volta sapevo che sarebbe stato per sempre. Ma non volevo
arrendermi. Non mi sembrava giusto rovinare un amicizia così
importante per una ragazza. A dirla tutta, poi, non era nemmeno
solo colpa mia. L'idea me l'aveva dato quello squilibrato del suo
collega con la cicatrice sulla bocca. Mi aveva detto: sì, fallo dai!!
Non se ne accorgerà nemmeno, tanto è scemo. Ma non che non
se la prende dai!! Muoviti e fallo su.
E io l'ho fatto. Ma mi dovete capire. Non l'ho fatto per fargli del
male. Volevo solo scherzare un po'. E lui invece se l'è presa a
morte, è scoppiato a piangere. Se l'è presa a morte con me,
neanche con quello sgorbio con la cicatrice. Insomma, dai
ragazzi. Ero arrabbiato. Io non volevo se le prendesse tanto. E
allora per qualche giorno non ci siamo parlati. Non ci siamo
neppure guardati. Sono stato io a tornare da lui. Io capite? Io,
che sono la vera vittima di tutta questa vicenda. Sono entrato
nella sua maledetta casa, solo per parlargli un momento, per
cercare di chiarire la questione, per cercare di darci un taglio e
tornare amici. Dai ragazzi, non si tiene il broncio ad un amico
per una stupidaggine simile. Ho provato ad aggiustare tutto con
delle scuse. Scuse sincere, dopotutto. Anche se, ripeto, la vittima
qui, diamine, sono io!! E lui cos'ha fatto? Lui cos'ha fatto?! MI ha
mandato fuori a calci!! Capite? Mi ha spedito fuori a calci! E'
pazzesco... allora gli ho urlato addosso che non poteva farmi una
cosa del genere. Eravamo sempre stat amici, e non c'era motivo
per rompere tutto. Io gli volevo bene. E' stata colpa di quello con
la cicatrice gli ho urlato. E poi ho mentito: io non ho fatto nulla,
ha fatto tutto lui. L'idea è stata mia, ma ha agito lui. Ho mentito
sì... ma cos'altro avrei potuto fare? Prendermi la responsabilità
delle mie azioni? Mi voleva mandare via, mi voleva dimenticare.
Come avrei fatto senza di lui? Sì... insomma... io gli volevo bene,
ragazzi. Eravamo migliori amici.
Lui mi ha guardato. I suoi occhi erano... erano iniettati di sangue.
L'idea è stata tua? mi ha urlato. Come hai detto? L'idea è stata
tua? No... no... ho detto... E' corso verso la cucina. E' tornato con
un coltello in mano. Vattene o ti ammazzo. Vattene o ti ammazzo.
No, diamine. Fermo con quell'affare ti prego. Vattene. Fermo, ti
scongiuro.
Non mi ascoltava. Poi ha affondato il coltello... mi ha mancato. Io
gliel'ho preso di mano... e l'ho colpito. Ma non è stata colpa mia,
diamine. E' stato lui. Lui ha preso il coltello. Ha iniziato a urlare.
Io gliel'ho conficcato ancora... e ancora... e ancora. Fino a
quando il suo urlo non è scomparso. L'ho lasciato cadere a terra.
E tutto questo perchè? Per uno stupido scherzo, dai ragazzi. Non
era successo niente di grave. O almeno... di grave non sarebbe
successo niente se non si fosse di mezzo la sua ragazza. Ma
questa è un'altra storia. Quella troietta si è girata nel momento
sbagliato, mi ha visto. Io l'ho provata a zittire. Ma lei ha urlato.
Allora l'ho colpita. L'ho colpita alla testa, per farla tacere. Ma
diamine, se lei non si fosse messa in mezzo non sarebbe successo
niente.
Era solo uno scherzo, diamine. Io... io... eravamo migliori amici,
diamine.
Mi piace un sacco e non so perché, mi fa un po' ridere!
RispondiEliminaE' una situazione volutamente grottesca e insensata... insomma, arrivare ad uccidere per un litigio dovuto ad uno stupido gioco non è roba da gente normale. Però ho voluto provare a costruire su una situazione banale i ragionamenti che avrebbe formulato una persona decisamente non sana di mente... ci sono riuscito? xD
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