domenica 15 gennaio 2012

Fuori


Fuori. Il mondo urlava, correva.
Fuori. Una ragazza col volto fra le mani fredde e i capelli raccolti in un cappellino di lana, si disperava con un ragazzo distratto.
Fuori. Due bambini giocavano a pallone. 
Raccolse lo zaino e uscì a correre. Era inverno. Tuta pesante, berretto, scarpe da ginnastica.
Passo, passo, passo. C’è chi ride, da una finestra ch dà sulla cucina. 
Passo, passo, passo. I riflessi della luce di un televisore dipingono strani giochi di luce sulle pareti. 
Passo. Passo. Il cuore batte forte, nessun pensiero: pure immagini.
Era una bella giornata. Il sole a picco, le mani strette ai guanti, il vapore che fluisce languido dalle narici.
Vorrei una cioccolata calda
Passo, passo, passo.
Basterebbe un caffè.
Qualche figura poco definita lo superò, correndo un po’ più forte di lui. Riconobbe qualche volto noto. Nessuna voglia di salutare. Il parco, il laghetto: il ponte di legno su di esso. Tutto quanto spudoratamente immutato. Nulla può cambiare in una vita monotona, in un cuore che vive di ricordi rinsecchiti, che ancora non cadono a pezzi per delle ragnatele polverose. I ragni stessi che le hanno intesse sono morti. E lui sopravviveva, sperando in un’eco futura del passato. L’unico modo per farlo è non
pensare… o pensare troppo. Il cervello è una spietata macchina di morte in mano ad un uomo abbandonato a se stesso. O sei preda o predatore: ma si può predare se stessi senza morire? Lui non voleva morire.
Morire? Ma cosa diavolo sto dicendo?
Aveva ancora molto a cui pensare, prima. 
Passo, passo, passo. Le immagini …
Passo, passo, passo. … si tramutano …
Passo, passo, passo. … in pensieri.
Ti prego, lasciami correre in pace! 
Correva in balia di se stesso. Non c’è un’altra via, quando si è soli: o vinci, o sei spacciato. E’ sufficiente conoscersi, per vincere … inutile aggiungere altro.
Oddio, non pensare. Guarda avanti, e vedi di correre
Non credeva in dio. Né in un profeta, né in alcun miracolo. Solo, senza profeti che potessero narrargli la verità, e senza miracoli che potessero confermargliela. Cosa avrebbe fatto, una volta smesso di correre? Acceso la TV? Stappato una birra? Poi? Cosa si sarebbe inventato nel dormiveglia, per non pensare? Quali spudorate menzogne si sarebbe raccontato?
Oddio, oddio … mi stapperò una birra e mi addormenterò con la TV accesa. O un libro … sì! Un libro dovrebbe andare bene
Passo, passo, passo.
Ora pensa a correre
Per non parlare poi di lei …
Non di nuovo
… l’unico pensiero di cui in nessun modo riusciva a liberarsi. Passava serate intere con il cellulare in mano, aspettando, dopo aver formulato banali messaggi che recitavano qualcosa del tipo:
“Come stai?”
“Ehilà! Come va? Ci sei domani a lavoro?”
“Cia carissima. Ti va una colazione insieme domani, prima di lavoro? Offro io!”
Incredibile come ci si possa detestare dopo aver immortalato sullo schermo di un cellulare certe cose. Incredibile
Passo. Passo. Passo … rallentava. Si fermò, a pochi metri da casa. Il cuore batteva a mille: aveva corso come un povero disgraziato per scacciare quei maledetti pensieri. Ma il cervello lavorava frenetico.
Lei … lei … aziona le gambe … regolarizza il respiro … lei … più ossigeno ai muscoli delle … lei … lei … LEI!
Passo. Passo. Passo.
Entrò in casa. Doccia, rovistò qualcosa dalla credenza. Cellulare.
“Ciao. Hai passato un buon weekend? Ci vediamo domani a lavoro”
Birra, TV, libro sul tavolino. Tutto era pronto per la lotta. 
Canale, canale, canale. Nulla.
Canale, canale, canale. Nulla di nulla.
Sorso. Libro.
Maledetto me
Scagliò via il libro.
Che me ne importa? Che me ne importa, diavolo? Che ci sto a fare qui?
Lo ripeteva ogni sera. E ogni sera non riusciva a decidersi …
Sono un codardo …
… e scoppiava a piangere come un bimbo. 
Lacrima, lacrima, lacrime. 
Domani magari
Lacrima, lacrima, lacrime. No, domani non andrà meglio. Era difficile cercare nel desiderio di morire lo stimolo per andare avanti, creare con la propria codardia una maschera sorridente per le poche pietose persone che ancora lo salutavano, a lavoro. Avrebbe potuto licenziarsi e darsi all’alcolismo. Gli piaceva la birra … e aveva anche un po’ di soldi da parte.  Avrebbe potuto ubriacarsi ogni sera per nascondersi al mondo … sì, avrebbe potuto.
Era stata una bella giornata, dopotutto. 

Nessun commento:

Posta un commento